IL FALLIMENTO “ORDINATO” DELLE BANCHE

FINANZA OGGI
AL SERVIZIO DEL RISPARMIATORE
IL FALLIMENTO “ORDINATO”
DELLE BANCHE

Elisabetta Beghelli: Pianificatore finanziario certificato European Financial Planner and Adviser

e.mail: elisabetta.beghelli@finanzaefuturo.it

 

Dopo una lunga trattativa, I 27 paesi dell’ Unione Europea hanno raggiunto un accordo di massima su un nodo fondamentale del sistema di stabilità finanziaria, si chiama: Fallimento “Ordinato” delle Banche. I paesi membri UE hanno deciso di trasferire la Vigilanza Creditizia dagli stati membri alla Banca Centrale Europea. Si tratta di una decisione storica, che condurrà gradualmente verso l’auspicata Unione Bancaria. Vediamo nella pratica cosa significa. Fino ad oggi nel caso di dichiarazione di stato di crisi di una banca, di norma interveniva lo Stato a colmare le perdite con il denaro pubblico, però ogni paese membro dell’unione era libero di comportarsi come meglio credeva, a volte facendo intervenire gli obbligazionisti, altre i correntisti e via dicendo. Dal 2018, anno in cui entrerà a regime la nuova normativa, invece, gli stati sovrani non interverranno più con le risorse pubbliche a ripianare i debiti (..missing..) sistema bancario, ma si procederà a coprire le perdite prima facendo intervenire gli azionisti, poi gli obbligazionisti meno garantiti, fino alla concorrenza dell’8% dell’attivo della società, poi se ne parlerà e potrà anche intervenire un fondo speciale europeo. A tutti gli effetti entra in funzione la CAC (Clausola di Azione Collettiva), che punta proprio a far partecipare i detentori di obbligazioni, con il capitale a suo tempo versato alla banca come prestito, trasformandolo parzialmente o totalmente, a tutti gli effetti in capitale di rischio, cioè in azioni. Dopodichè il capitale raccolto come azioni, sarà destinato a coprire i buchi di bilancio. Dovrebbero essere salvi i conti fino a 100.000,00 euro, tutelati da un Fondo di prossima costituzione. Speriamo che abbia a disposizione risorse sufficienti, visto che quello presente in Italia è così limitato che potrebbe far fronte al fallimento solo di una piccola banca. Diventa sempre più importante avvalersi del consiglio della nonna, che ci mette in guardia dal mettere tutte “le uova nello stesso paniere”, che in una parola significa Diversificare. La Diversificazione è l’unica arma che può difendere il nostro capitale da eventuali sfortunati e troppo spesso imprevedibili (….missing…). A volte viene sottovalutata, oppure non si riesce a capire come effettuare una sana diversificazione. Tenete presente che la prima distinzione va fatta in termini di emittenti obbligazionari. Ciò significa che non è sano investire tutto il nostro capitale in un unico tipo di obbligazioni, magari tutte emesse dalla stessa banca. Inoltre, a maggiore tasso corrisponde un maggior rischio e i “pasti gratis” in finanza non esistono!